Presso la Biblioteca Generale Carmelitana è conservata una preziosa cinquecentina che contiene le Egogle del noto poeta carmelitano Battista Spagnoli detto il Mantovano (1448-1516), conosciuto anche come il “Virgilio cristiano” [foto 1].

Il volume è stato stampato a Brescia dal tipografo e librario Bernardino Misinta nel 1502, ovvero agli albori del XVI secolo, in un’epoca in cui i libri a stampa (chiamati anche “cinquecentine” dal secolo di riferimento) cominciano man mano a svincolarsi dagli iniziali influssi dei libri manoscritti e a circolare con caratteristiche sempre più peculiari e qualificanti.

Nell’esempio che vi illustriamo oggi, il testo è preceduto dal cosiddetto “occhiello” – che verrà poi sostituito dal frontespizio vero e proprio – in cui si riportano le informazioni riguardanti l’autore e il titolo dell’opera [foto 2].

I caratteri tipografici adoperati sono ancora quelli c.d. “romani”, che riproducono le sembianze della scrittura umanistica utilizzata nei manoscritti quattrocenteschi, in particolare di ambito romano. Curioso il fatto che, accanto al testo edito, siano presenti – probabilmente per un errore di stampa – carte bianche poi riempite con il testo mancante da un lettore coevo, che scrive in una elegante e calligrafica corsiva “italica” degli inizi del Cinquecento [foto 3].

Una curiosità dell’Archivio

In occasione del Congresso Internazionale del Terz’Ordine Carmelitano, che si svolse a Fatima nel 1950 per celebrare il settimo centenario dello Scapolare, il famoso ciclista italiano Gino Bartali, vincitore di tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e di due Tour de France (1938, 1948), inviò ai partecipanti una propria fotografia con firma autografa, ancora oggi conservata presso l’Archivio Generale dei Carmelitani, sulla quale si legge: “Al Congresso Internazionale Carmelitano con sinceri auguri. Gino Bartali, 12.2.50”.

Anche Gino Bartali indossava lo scapolare del Carmine, essendo un terziario scalzo, e frequentava il Movimento “La Famiglia” della Castellina (Firenze).

Assegno di ricerca alla memoria di p. Emanuele Boaga, O.Carm. – Settima edizione (2023)

Come ogni anno, l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano ha indetto una selezione per il conferimento di un assegno di ricerca, intitolato alla memoria di p. Emanuele Boaga, O.Carm., che fu archivista generale dell’Ordine per circa trent’anni.

I progetti devono essere incentrati su ricerche storiche, religiose, filologiche o archivistiche, partendo dall’analisi del patrimonio documentario conservato nel nostro Archivio. L’obiettivo è quello di produrre un elaborato scientifico sulla base degli studi effettuati (articolo, monografia, edizione di fonti, inventariazione ecc.), di cui si valuterà la pubblicazione con Edizioni Carmelitane.

La scadenza per l’invio delle candidature è prevista per il 3 agosto 2023.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito internet dell’Archivio: https://archivioocarm.com/assegno-di-ricerca-alla-memoria-di-p-emanuele-boaga-o-carm-settima-edizione-2023/ .

Continuiamo la formazione degli archivisti con un nuovo corso, che si terrà presso l’Aula Magna della Pontificia Facoltà Marianum, a Roma, nei giorni 22-24 giugno c.a.

Mentre l’anno scorso abbiamo affrontato argomenti inerenti all’archivio corrente, quest’anno abbiamo pensato di presentare l’archivio storico nelle sue varie sfaccettature, dalla sua formazione alla gestione e valorizzazione del patrimonio documentario.

Queste iniziative didattiche nascono dalla collaborazione degli Archivi Generali dei servi di Maria e dei carmelitani e sono aperte non solo a coloro che lavorano nel settore, ma a chiunque fosse interessato alla materia.

In allegato troverete il depliant col programma e le modalità di iscrizione.

Cronaca delle visite all’Archivio e alla Biblioteca Generali dell’Ordine dei Carmelitani

Vorremmo raccontarvi le visite guidate del 19 maggio 2023, che si sono tenute presso l’Archivio e la Biblioteca Generali dei Carmelitani in occasione delle Giornate di valorizzazione del patrimonio ecclesiastico. I tre turni di visite hanno visto la partecipazione di una cinquantina di persone, tra dipendenti della Curia generalizia dei Carmelitani, professionisti del settore, studiosi e visitatori incuriositi, che si sono avvicinati vedendo il portone della Biblioteca aperto dopo quarant’anni.

Il tour è cominciato con un’introduzione sulla storia e l’organizzazione dell’Archivio e della Biblioteca da parte di p. Mario Alfarano; successivamente Sara Bischetti ha illustrato il patrimonio librario e gli strumenti di ricerca, mostrando alcuni esemplari più antichi qui conservati, tra cui incunaboli e cinquecentine. I visitatori hanno poi potuto percorrere i tre piani di scaffalature della Biblioteca, arrivando al livello in cui è ubicato l’Archivio: qui Simona Serci ha raccontato loro la storia e l’evoluzione dell’Ordine attraverso l’esposizione di bolle e brevi pontifici, capitoli generali e provinciali, documentazione del convento della Traspontina e del Collegio internazionale Sant’Alberto, terminando il percorso nel deposito ove è conservata la sezione documentaria della Postulazione generale, con i processi delle cause dei santi e beati carmelitani.

Le visite si sono concluse con la benedizione della Biblioteca da parte di p. Tadeusz Popiela, priore del CISA, per inaugurare la nuova apertura al pubblico, e con un rinfresco, accompagnato dalla musica al pianoforte di Loredana Birocci, che è diventato occasione d’incontro e di condivisione.

Siamo lieti di mostrarvi alcuni scatti fotografici della giornata e, grati a tutti per la calorosa partecipazione e per l’interesse dimostrati, ci auguriamo di poter replicare in futuro con altrettanto successo.  

Con i nostri migliori saluti,

Mario, ocarm, Sara e Simona

Oggi siamo lieti di presentarvi il libro di Marco Papasidero: Miracula et benefitia. Malattia, taumaturgia e devozione a Licata e in Sicilia nella prima età moderna, pubblicato da Edizioni Carmelitane nel 2021. Per conoscere più da vicino questo lavoro abbiamo rivolto all’autore tre domande.

Sappiamo che ti occupi di Storia del Cristianesimo e che le tue ricerche riguardano, in particolare, l’agiografia, il culto dei santi e delle reliquie. Anche nel presente volume hai approfondito tali tematiche: vuoi raccontarci brevemente di cosa tratta?

Il volume contiene l’edizione critica del processo in partibus, svoltosi in sede diocesana tra il 1625 e il 1627, per raccogliere le testimonianze dei miracoli e delle grazie attribuite dagli abitanti di Licata all’intercessione di sant’Angelo carmelitano, martire, morto nel 1220 secondo la tradizione agiografica. Il volume include, prima del testo critico, una dettagliata analisi, che si focalizza principalmente sugli aspetti culturali e sociali: dai miracoli alle pratiche di guarigione, tramite l’acqua della fonte sgorgata nel punto del martirio, passando per le reliquie e le processioni.

Come è stata condotta l’edizione del testo e su quali testimoni? 

L’edizione critica si è basata su due testimoni, copie degli originali non più rintracciabili. La prima copia, utilizzata come testo base, è custodita presso l’Archivio Generale dei Carmelitani ed è stata realizzata dallo stesso notaio che ha redatto gli originali, Iacopo Murci; la seconda è invece custodita presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari. L’edizione è stata condotta adottando un criterio conservativo rispetto al primo esemplare, dando conto delle varianti sostanziali, presenti in numero abbastanza esiguo nel secondo esemplare. Il testo contiene alcune parti in latino e le deposizioni in italiano e siciliano, che restituiscono quasi la viva voce dei testimoni.

Leggendo gli atti del processo sui miracoli di sant’Angelo, quali sono state le curiosità o gli aspetti insoliti che ti hanno colpito di più?

Come detto, gli atti di questa inchiesta sono ricchissimi di informazioni. Tra gli aspetti più interessanti ci sono quelli sociali, storico-medici e storico-culturali. Il testo descrive, ad esempio, la processione con le reliquie che veniva svolta in occasione della festa di maggio, ma anche la devozione dei Licatesi nel portare le pietre per l’ampliamento della chiesa, dopo la pestilenza del 1625, la cui cessazione era stata attribuita all’intercessione del santo. Un particolare che potremmo definire curioso è quello di un uomo del luogo, tale Antonino Morinello, di cui viene riportato anche il soprannome, “Peduzzo”, attribuitogli per il fatto che «caminava zoppo et era con tal defecto nato». Al di là dell’episodio di guarigione, che è comunque interessante, colpisce la restituzione di una realtà sociale in cui il soprannome conservava – e in parte conserva ancora – tutta la sua forza espressiva e descrittiva. Un’altra curiosità è costituita dal racconto di un tentato femminicidio, descritto da più testimoni e dalla stessa interessata, Antoninella Caruso, una donna che, mentre si recava in chiesa per venerare l’urna con le reliquie, esposta per la festa di maggio, venne assalita da un uomo che tentò di ucciderla, avendola scambiata, dicono i testimoni, per la moglie.

In occasione di Archivissima 2023, il 9 giugno, presso l’Archivio e la Biblioteca Generali dell’Ordine dei Carmelitani, verranno presentati alcuni esempi di diari di viaggio le cui edizioni sono basate sui manoscritti conservati in Archivio.

Tavola rotonda

I racconti di viaggio nei diari dei Carmelitani del Seicento

Intervengono:

Flavia Di Giampaolo (Institutum Carmelitanum), Il diario di Giovanni Antonio Filippini

Cristiano Garcia Dias Barbosa (Provincia di Pernambuco), Il Diario romano di Ludovico Perez

Glen Attard (Università di Malta), Il viaggio della croce di Jan Pascha

Modera:

Sara Bischetti (Biblioteca Generale Carmelitana)

Ore 18:30, c/o Centro Internazionale Sant’Alberto, Via Sforza Pallavicini 10, Roma

Per informazioni: archivio@ocarm.org

Dai depositi librari della Biblioteca Generale Carmelitana, è di recente venuto alla luce un elegante incunabolo stampato a Brescia il 13 settembre 1495, presso il tipografo e librario Bernardino Misinta, attivo dal 1490 al 1509, tra Lombardia e Veneto.

Il volume contiene la traduzione latina, effettuata dal veneziano Girolamo Donati (1456-1511), dell’opera De anima del filosofo greco e commentatore aristotelico Alessandro di Afrodisia (secc. II-III).

L’incunabolo – dal latino incunabulum, ovvero in culla, per indicare i primi libri stampati entro il XV secolo –, non mostra ancora il tipico frontespizio che subentrerà solo a partire dal 1500 in poi, ma una carta d’incipit del tutto similare a quelle presenti nei coevi codici manoscritti, con iniziale incipitaria rubricata, di modulo maggiore, su sfondo floreale, eseguita con tecnica xilografica [foto 1]. A corredo del testo è visibile, inoltre, un fregio vegetale, inserito manualmente, che si dipana su tre lati della pagina, ad eccezione del margine inferiore, dove si distinguono tre timbri, tra cui quello della Biblioteca Carmelitana [foto 1]

Come di consueto per i primi libri a stampa, il carattere tipografico utilizzato (il cosiddetto “carattere romano”) riproduce le sembianze della scrittura umanistica adoperata nei codici quattrocenteschi.

L’influsso dei libri manoscritti è visibile anche all’interno del volume, ove sono presenti spazi bianchi riservati alla decorazione, accompagnati da “letterine guida”, in corrispondenza delle iniziali maggiori di testo, che dovevano essere stampate in un secondo momento rispetto al testo [foto 2].

Sull’ultima pagina dell’esemplare è presente il colophon, dove vengono riportati i dati relativi alla stampa, come il nome del tipografo, la data e il luogo [foto 3].

Libri

Infine, poiché all’epoca i libri erano conservati in orizzontale, sul taglio inferiore erano aggiunti a mano il nome dell’autore e il titolo dell’opera. 

[foto 4]

II 19 maggio 2023, in occasione delle Giornate di Valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico, l’Archivio e la Biblioteca Generali dell’Ordine dei Carmelitani, siti presso il Centro Internazionale Sant’Alberto (CISA) di Roma, in via Sforza Pallavicini 10,  apriranno le loro porte al pubblico per una giornata all’insegna dell’accessibilità e della valorizzazione.

A tal fine, sono previste due visite guidate volte alla conoscenza della storia dei due istituti culturali e del patrimonio archivistico e librario ivi conservato: la prima alle ore 17:00, la seconda alle ore 19:00 (in questo caso con rinfresco e intermezzo musicale).

Durante le visite si potranno ammirare manoscritti e pergamene medievali, incunaboli e cinquecentine presenti in Archivio e in Biblioteca.