ABiGOC

Novità

Vincitore Bando Boaga 2026

La Decima Edizione dell’Assegno di Ricerca intitolato alla memoria di padre Emanuele Boaga, O.Carm. è stata vinta dalla dottoressa Giovanna Martino, col suo progetto di edizione commentata della biografia manoscritta su sorella Umiltà Vera da Capri, intitolata: Vita della Venerabile Sorella Umiltà religiosa conversa nel monastero del Santissimo Salvatore dell’isola e città di Capri dell’Ordine Carmelitano dell’Antica Osservanza.

Nel progetto della candidata vincitrice si legge:

< La biografia e l’operato di Sorella Umiltà Vera (al secolo Giovanna Ajello) si inseriscono nell’ambito dei monasteri fondati dalla mistica carmelitana Serafina di Dio (1621-1699): nell’introduzione all’edizione critica, l’opera di Madre Serafina sarà contestualizzata nel Viceregno spagnolo, con capitale Napoli, afflitta dalla peste del 1656 e dal conseguente declino demografico, ove il proliferare di chiese, conventi e monasteri aveva trasformato e arricchito il paesaggio urbano, restituendo a quest’ultimo un assetto più complesso e articolato che avrebbe contribuito a ispessire anche la rete dei rapporti sociali tra classi.

La ricerca intende aggiungere un tassello alla ricostruzione della temperie culturale e religiosa del monastero caprese, in linea con l’insegnamento di Madre Serafina, mediante il ricorso, altresì, agli Atti del processo di canonizzazione di quest’ultima nonché alla biografia, già pubblicata, della conversa Illuminata della Verità, nel quadro più generale dei rapporti intercorsi tra il monastero caprese del Ss. Salvatore e il Viceré don Pietro D’Aragona (che governò Napoli dal 1666 al 1671), fratello di don Pasquale D’Aragona, al quale il primo successe non solo nell’incarico politico, ma anche nell’impegno di sostenere economicamente, con cadenza mensile, l’edificazione del monastero caprese. >

Lo studio su sorella Umiltà Vera, figura femminile ancora poco o per nulla nota, aggiungerà un tassello importante alle ricerche storico-documentarie e di genere sull’esperienza spirituale e comunitaria della venerabile Serafina di Dio e delle sue compagne, contribuendo ad arricchire ulteriormente l’esplorazione di uno spazio di strategia, produzione letteraria, reti sociali e autogoverno economico in cui le donne, attraverso l’abito religioso, riuscivano a plasmare attivamente la società del loro tempo.

Al bando hanno partecipato 11 candidati.


Le curiosità dell’Archivio

La firma di Pietro Bembo

Pietro Bembo (Venezia, 1470 – Roma, 1547) fu cardinale, umanista (poeta e scrittore) ed è considerato ancor oggi una delle figure più significative del Rinascimento italiano.

S’impegnò instancabilmente nel processo di codificazione della lingua letteraria italiana. Infatti, con il suo trattato Prose della vulgar lingua (1525), propose di adottare il fiorentino trecentesco a modello della lingua scritta, in particolare la lingua di Francesco Petrarca per la poesia e quella di Giovanni Boccaccio per quanto concerne la prosa.

La sua norma ebbe molto seguito, tant’è che lo stesso Ludovico Ariosto la adottò nella revisione dell’Orlando Furioso.

Inoltre Bembo collaborò col celebre stampatore veneziano Aldo Manuzio (1449-1515), curando le edizioni critiche di Petrarca e Dante.

Nel 1513 fu chiamato a Roma da papa Leone X de’ Medici (in carica 1513-1521), che lo nominò suo segretario dei brevi, e in tale veste sottoscrisse numerose pergamene pontificie. Tra esse due brevi conservati nel nostro archivio, emanati dal suddetto pontefice e datati tra il 1515 e il 1516 (AGOC, Sez. Diplomatica, II Extra 1515 e 1516.1).

I brevi, o litterae in forma brevis, sono concessioni pontificie molto peculiari da un punto di vista formale e visivamente si caratterizzano per essere vergati su pergamena di agnello bianchissima e molto sottile, di forma oblunga-rettangolare.

In cima al documento, il protocollo prevede un’intestazione centrale con il nome pontificale del papa, seguito dal relativo numero ordinale [es. Leo p(a)p(a), X]. L’escatocollo, anch’esso caratteristico, annuncia il sigillo apposto sul verso: sub anulo piscatoris, ossia “sotto l’anello del pescatore”, l’anello personale del pontefice in carica, impresso su cera rossa. Sul recto il documento si conclude con la sottoscrizione del segretario in basso a destra.

Come si può vedere dalle immagini che pubblichiamo in foto, Bembo si firmava con il solo cognome oppure col cognome preceduto dall’iniziale del nome (P.), come consuetudine tra i segretari dei papi. Il testo dei brevi era vergato dalla mano di un officiale della Curia Pontificia, in una umanistica calligrafica ed elegante, da cui la sottoscrizione di Bembo si distingue per i caratteri piuttosto grandi.


I tesori della Biblioteca

Un piccolo messale carmelitano

Condividiamo oggi lo studio e l’analisi di un esemplare di notevole interesse bibliografico e storico-liturgico conservato nelle nostre collezioni: un Missale secundum usum Carmelitarum, di piccole dimensioni, impresso a Venezia da Lucantonio Giunta nel 1504.

Si tratta di un post-incunabolo piuttosto raro, testimonianza fondamentale non solo della produzione editoriale veneziana del primo Rinascimento, ma anche della complessa storia liturgica dell’Ordine dei Carmelitani. I messali tascabili di questo periodo erano infatti esposti a un tasso di dispersione e usura elevato a causa dell’uso intensivo durante i viaggi dei frati, motivo per cui la sopravvivenza di questo esemplare rappresenta un dato di grande rilievo per la storia del libro antico e della nostra biblioteca.

Sfogliando le pagine di questo piccolo tesoro, emergono particolarità tecniche e storiche di grande rilievo: impressa in rosso sul frontespizio, è presente la marca tipografia dei Giunta. A inizio Cinquecento questa famiglia di stampatori dominava il mercato del libro liturgico a Venezia, distinguendosi per l’introduzione di formati maneggevoli, destinati all’uso itinerante o privato dei frati.

Il volume mostra, inoltre, un pregiato apparato illustrativo con raffinate vignette xilografiche inserite nelle colonne di testo e un apparato decorativo, strutturato sul modello dei manoscritti, composto da iniziali maggiori in rosso e rubriche per le diverse partizioni del testo biblico.

Di straordinario interesse sono anche le carte che mostrano la notazione quadrata gregoriana, impressa su tetragrammi in inchiostro rosso.

Per quanto riguarda la storia del volumetto, è interessante notare la presenza sull’ultima pagina di una nota manoscritta antica di un certo frate Bartolomeo. Questa nota assegna un’identità precisa all’esemplare, svelando che era l’oggetto d’uso personale di un singolo religioso, come rivelano tra l’altro le sue dimensioni ridotte.


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La Decima Edizione dell’Assegno di Ricerca intitolato alla memoria di padre Emanuele Boaga, O.Carm. è stata vinta dalla dottoressa

GIOVANNA MARTINO,

col suo progetto di edizione commentata della biografia manoscritta su sorella Umiltà Vera da Capri, intitolata: Vita della Venerabile Sorella Umiltà religiosa conversa nel monastero del Santissimo Salvatore dell’isola e città di Capri dell’Ordine Carmelitano dell’Antica Osservanza.

Nel progetto della candidata vincitrice si legge:

< La biografia e l’operato di Sorella Umiltà Vera (al secolo Giovanna Ajello) si inseriscono nell’ambito dei monasteri fondati dalla mistica carmelitana Serafina di Dio (1621-1699): nell’introduzione all’edizione critica, l’opera di Madre Serafina sarà contestualizzata nel Viceregno spagnolo, con capitale Napoli, afflitta dalla peste del 1656 e dal conseguente declino demografico, ove il proliferare di chiese, conventi e monasteri aveva trasformato e arricchito il paesaggio urbano, restituendo a quest’ultimo un assetto più complesso e articolato che avrebbe contribuito a ispessire anche la rete dei rapporti sociali tra classi.
La ricerca intende aggiungere un tassello alla ricostruzione della temperie culturale e religiosa del monastero caprese, in linea con l’insegnamento di Madre Serafina, mediante il ricorso, altresì, agli Atti del processo di canonizzazione di quest’ultima nonché alla biografia, già pubblicata, della conversa Illuminata della Verità, nel quadro più generale dei rapporti intercorsi tra il monastero caprese del Ss. Salvatore e il Viceré don Pietro D’Aragona (che governò Napoli dal 1666 al 1671), fratello di don Pasquale D’Aragona, al quale il primo successe non solo nell’incarico politico, ma anche nell’impegno di sostenere economicamente, con cadenza mensile, l’edificazione del monastero caprese.
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Lo studio di questa figura femminile, ancora poco o per nulla nota, aggiungerà un tassello importante alle ricerche storico-documentarie e di genere sull’esperienza spirituale e comunitaria della venerabile Serafina di Dio e delle sue compagne, contribuendo ad arricchire ulteriormente l’esplorazione di uno spazio di strategia, produzione letteraria, reti sociali e autogoverno economico in cui le donne, attraverso l’abito religioso, riuscivano a plasmare attivamente la società del loro tempo.

Al bando hanno partecipato 11 candidati.

ABiGOC

Novità

Il nuovo sito dell’Institutum Carmelitanum

​È online il nuovo sito internet dell’Institutum Carmelitanum, consultabile nelle tre lingue dell’Ordine (italiano, inglese e spagnolo): https://institutumcarmelitanum.com/  

In questo modo, speriamo di rendere più agevole la condivisione delle attività dell’Institutum e degli enti culturali ad esso collegati, ossia l’Archivio e la Biblioteca Generali.

Nel sito troverete informazioni e comunicazioni di varia natura, in particolare:

  • La storia, l’organigramma e il regolamento dell’Institutum;
  • La storia e le informazioni di accesso all’Archivio e alla Biblioteca generali;
  • Bandi e progetti di ricerca;
  • Le pubblicazioni dell’Institutum, edite da Edizioni Carmelitane;
  • Il codice etico della rivista Carmelus;
  • Eventi e News, con particolare riguardo a seminari e convegni.

Per approfondimenti più puntuali in ambito archivistico e bibliografico-librario, continuerà però a restare attivo e aggiornato il sito web specifico dell’Archivio e della Biblioteca generali: https://archivioocarm.com/


Le curiosità dell’Archivio

La travagliata storia del convento di Ferrara

Inventariando la documentazione relativa alla Congregazione Riformata di Mantova, abbiamo trovato un fascicoletto rilegato della seconda metà del Settecento, contenente alcuni disegni architettonici, magistralmente acquerellati e raffiguranti la Pianta ideale dell’odierna chiesa di San Paolo e dell’annesso suo antico convento in Ferrara, con altra pianta, alzato interno ed esterno della nuova fabbrica da erigersi (AGOC, Provinciae, II Mantuana 5, fasc. Ferrara).

La chiesa di San Paolo fu, in ordine di tempo, la seconda parrocchia affidata ai carmelitani dell’antica osservanza, dopo il San Martino di Bologna (1293) e prima del San Martino ai Monti di Roma (1299). Nel 1452 la fondazione ferrarese aderì alla riforma mantovana, ma nel 1799 Napoleone soppresse il convento e lo adibì a carcere.

Tra XIV e XV secolo furono costruiti due bellissimi chiostri, ma successivamente il complesso monumentale subì svariate ricostruzioni e restauri, che ne hanno alterato l’aspetto primitivo, in particolare a causa dell’incendio scoppiato nel 1438, del terremoto del 1570 e delle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. Dell’impianto originario sopravvive ancor oggi un braccio murario con affreschi antichi.

In tempi più recenti, durante il terremoto dell’Emilia del 2012 l’edificio ha riportato gravissimi danni, ma nel 2024 sono terminati gli impegnativi interventi di restauro, che hanno reso di nuovo accessibile il complesso monumentale, restituendolo alla cittadinanza. Oggi l’ex convento ospita uffici comunali, mentre la parrocchia è regolarmente aperta al pubblico.

Le planimetrie e i prospetti acquerellati conservati nel nostro archivio aiutano a ricostruire questa travagliata storia architettonica.


Bandi

Bando Boaga 2026 – X Edizione

Come ogni anno, l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano ha indetto una selezione per il conferimento di un assegno di ricerca, intitolato alla memoria di p. Emanuele Boaga, che fu archivista generale dell’Ordine per trent’anni (1983-2013).

I progetti devono essere incentrati su ricerche storiche, religiose, filologiche o archivistiche, partendo dall’analisi del patrimonio documentario conservato nel nostro Archivio.

L’obiettivo è quello di produrre un elaborato scientifico sulla base degli studi effettuati (articolo, monografia, edizione di fonti, inventariazione ecc.), di cui si valuterà la pubblicazione con Edizioni Carmelitane.

La scadenza per l’invio delle candidature è prevista per il 31 luglio 2026.

Potete scaricare il bando e il modulo per la domanda di ammissione al seguente indirizzo web: https://archivioocarm.com/assegno-di-ricerca-alla-memoria-di-p-emanuele-boaga-decima-edizione-2026/


Per leggere la Newsletter online e per iscriversi, si rimanda al seguente indirizzo web: https://www.ocarm.info/cgi-bin/dada/mail.cgi/archive/prayer/20260609085810/

L’Archivio generale rimarrà chiuso per le festività pasquali

dal 3 all’8 aprile 2026 (compresi).

Cogliamo l’occasione per augurarvi una Pasqua serena!

[Immagine generata con Gemini AI]

Iconografia carm.

Come ogni anno, l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano ha indetto una selezione per il conferimento di un assegno di ricerca, intitolato alla memoria di p. Emanuele Boaga, che fu archivista generale dell’Ordine per trent’anni (1983-2013).
I progetti devono essere incentrati su ricerche storiche, religiose, filologiche o archivistiche, partendo dall’analisi del patrimonio documentario conservato nel nostro Archivio. L’obiettivo è quello di produrre un elaborato scientifico sulla base degli studi effettuati (articolo, monografia, edizione di fonti, inventariazione ecc.), di cui si valuterà la pubblicazione con Edizioni Carmelitane.
La scadenza per l’invio delle candidature è prevista per il 31 luglio 2026.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al bando: 

ABiGOC

​Pillole di Storia

Due centenari

Quest’anno ricorrono due importanti centenari per l’Ordine Carmelitano. Il 30 gennaio 1226, il papa Onorio III concedeva una bolla, in forma di mandatum ossia di comando, che iniziava con le parole Ut vivendi normam: con essa il pontefice comandava agli eremiti del Carmelo di osservare fedelmente la Formula di Vita, data alcuni anni prima (tra il 1206 e il 1214) dal patriarca Alberto di Gerusalemme. Osservandola e vivendo «in santa penitenza», i frati avrebbero ottenuto l’indulgenza. Non si tratta ancora dell’approvazione della Regola, che avverrà solo il 1° ottobre 1247 con Innocenzo IV, ma di un primo riconoscimento della comunità degli eremiti carmelitani e della loro Formula di Vita.

Un secolo più tardi, il 3 febbraio 1326, Giovanni XXII concedeva con la costituzione Super cathedram tutti i privilegi già concessi ai francescani e ai domenicani: in tal modo si completava il percorso, abbastanza accidentato, di trasformazione del Carmelo in ordine mendicante.

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Particolare del Polittico del Carmine di Pietro Lorenzetti, 1327-1328 (Pinacoteca di Siena) ​


Ricerche in Archivio

La chiesa e il convento di San Crisogono a Roma

Da alcuni anni la nostra collaboratrice Cristina Cumbo, specialista in archeologia cristiana, sta lavorando a un ampio progetto finalizzato alla riscoperta di chiese e conventi carmelitani in Urbe, ubicati nel centro storico di Roma. In particolare si è già occupata di Santa Maria in Traspontina e del suo Oratorio della Dottrina Cristiana, a pochi passi dalla Basilica di San Pietro; San Giuliano all’Esquilino, chiesa completamente distrutta nel 1874, in seguito alla riorganizzazione urbanistica di Roma da parte di Casa Savoia; e San Nicola ai Cesarini, quasi totalmente demolita nel 1928-1929 per far spazio agli scavi archeologici di Torre Argentina.

Dopo aver pubblicato gli esiti di questi interessanti studi nella collana Studia Historica Carmelitana, edita da Edizioni Carmelitane, ora Cristina ha avviato nuove ricerche documentarie sulla chiesa e il convento di San Crisogono, con l’intenzione di riportare alla luce le testimonianze documentarie della presenza carmelitana a Trastevere.

Nel 1486 l’antichissima basilica di San Crisogono fu affidata ai carmelitani della Congregazione Mantovana, i quali vi stabilirono la sede della propria Procura generale. Con la soppressione della provincia riformata di Mantova, nel 1783, chiesa e convento passarono alla provincia di Romagna-Marche e poi, nel 1820, alla Romana. Ma nel 1847 papa Pio IX affidò San Crisogono ai padri trinitari, concedendo in cambio ai carmelitani la chiesa di San Nicola ai Cesarini.

A testimonianza del forte legame tra Trastevere e il carisma carmelitano, nel quartiere è ancora attiva l’Arciconfraternita di Maria Santissima del Carmine, che dal Cinquecento ad oggi, in occasione della Festa del Carmine (16 luglio), anima una solenne processione conosciuta dai romani come “Festa de’ noantri”.

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San Crisogono in Trastevere, Incisione di Giuseppe Vasi, 1753 ​


News

Ancora sulla catalogazione del nostro patrimonio librario

L’attività di catalogazione del patrimonio manoscritto e a stampa tuttora in corso presso l’Archivio e la Biblioteca generali sta procedendo a pieno ritmo e con costanza.

Nello specifico, per quel che riguarda i manoscritti dell’Archivio sono stati finora inseriti all’interno di Manus Online (MOL) 97 esemplari appartenenti al fondo Personae, che – lo ricordiamo – tramandano testi di argomento teologico, filosofico o destinati alla predicazione, redatti o copiati da autori carmelitani. Nel frattempo, è in fase di preparazione un’altra ventina di schede, che verranno presto pubblicate online e che completeranno la descrizione del fondo. Il prossimo step sarà poi quello di aggiungere al database anche i 62 esemplari della collezione Varia, contenenti le opere di autori non direttamente collegati alla regola del Carmelo, e i 6 manoscritti del fondo Ex Bibliotheca, collocabili tra il XV e il XVIII secolo, provenienti dalla sezione carmelitana della nostra biblioteca, latori di testi di vario genere (poetici, dottrinali, biografici, ecc.) di note personalità carmelitane.

Per chi fosse interessato, è possibile consultare le schede presenti cliccando direttamente al seguente link: https://manus.iccu.sbn.it/risultati-ricerca-manoscritti item_nocheck%3A13088%3ABiblioteca=1766034#1752142653641.

Per ciò che attiene, invece, al patrimonio librario della Biblioteca, attualmente sono disponibili, all’interno del catalogo nazionale SBN, 2.611 record bibliografici tra volumi antichi, moderni, nuove acquisizioni e periodici, cui si aggiungono 247 titoli, relativi ai contenuti dei manoscritti dell’Archivio, desunti direttamente da Manus Online, risultando i due database collegati tra loro e, dunque, contestualmente interrogabili.

Dopo l’inserimento della nostra collezione libraria in SBN, abbiamo effettivamente constatato una maggiore richiesta da parte di un pubblico più ampio e variegato, raggiungendo uno dei principali obiettivi che ci siamo posti quando abbiamo programmato la nostra mission bibliotecaria.

È possibile, anche in tal caso, accedere al catalogo attraverso il seguente link: https://www.beweb.chiesacattolica.it/UI/page.jsp?action=ricerca%2Frisultati&view=griglia&locale=it&ordine=&liberadescr=biblioteca+generale+carmelitana&liberaluogo=&dominio=6&dominio=8&ambito=CEIBIB

Continueremo a tenervi aggiornati sul proseguimento del nostro lavoro!

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Eventi

Visita guidata

Il giorno 27 novembre 2025 abbiamo accolto presso l’Archivio e la Biblioteca Generali i partecipanti al “Titus Brandsma Congress”, organizzato dai padri Fernando Millán Romeral, Giovanni Grosso, Michael Plattig e dalla postulatrice dell’Ordine carmelitano, dottoressa Giovanna Brizi. L’evento era incentrato su aspetti della vita, dell’attività e del pensiero del santo olandese Tito Brandsma (1881-1942), morto martire nel campo di concentramento di Dachau, dopo essere stato arrestato dalla Gestapo a causa della sua ferma opposizione al regime nazista.

P. Giovanni Grosso e l’archivista Simona Serci hanno guidato gli studiosi provenienti da tutto il mondo alla scoperta dei tesori del nostro patrimonio librario e documentario, tra cui alcune testimonianze del soggiorno romano del giovane Tito presso il Collegio Internazionale Sant’Alberto, oggi sede delle nostre istituzioni culturali. Per l’occasione la postulatrice ha mostrato agli studiosi la bolla di canonizzazione di san Tito, firmata da papa Francesco il 15 maggio 2022, e il registro firmato da centinaia di deportati nel campo di concentramento, che sostenevano l’apertura del processo di beatificazione del frate carmelitano olandese.


Curiosità dell’Archivio

I maccheroni di Napoli

Nel nostro archivio conserviamo il carteggio tra p. Luigi Laghi, che fu priore generale dei carmelitani negli anni 1742-1756, e il sottopriore della Traspontina di Roma, p. Avertano Bevilacqua. Da questa corrispondenza si ricavano preziose e divertenti informazioni su ricette culinarie e medicamentose in voga nel XVIII secolo, di cui Laghi era particolarmente appassionato.

In una delle lettere, datata 12 febbraio 1758, Laghi scrive dal convento di Forlì, nella provincia di Romagna-Marche, e chiede a Bevilacqua di inviargli un cesto contenente ottanta o cento libbre (ossia 35-45 kg) di maccheroni, di quelli che si mangiano solitamente al convento della Traspontina, ma che siano «veramente di Napoli, e non di Roma!» [AGOC, II Roma (Tr.) 118.1.1., fasc. Bevilacqua, Corrispondenza ricevuta 1958].

All’epoca il termine “maccheroni” era utilizzato per definire genericamente la pasta secca di grano duro, senza riferimento a uno specifico formato (spaghetti, vermicelli, pasta corta, pasta cava etc…). Questo prodotto, diventato tipico della cucina mediterranea, ebbe grande successo nella Napoli dei Borbone e dalla capitale partenopea era esportato in tutta l’Italia preunitaria. Gli stessi napoletani erano chiamati “mangiamaccheroni”, appellativo poi esteso come stereotipo agli italiani immigrati all’estero. Nel Settecento le vie di Napoli pullulavano di trattorie e venditori ambulanti di pasta al pomodoro, che era consumata anche per strada, come cibo da asporto, e i produttori locali si riunivano in un’apposita corporazione di “vermicellari”, per tutelare i propri interessi economici.

La richiesta di padre Laghi riflette certamente la ghiottoneria dell’ex generale, già famoso per la sua passione per la cioccolata, ma testimonia anche il primato di Napoli nella produzione della pasta secca, soprattutto in termini di qualità.

Il documento è conservato nella sezione “S. Maria in Traspontina” dell’AGOC ed è stato inventariato nel volume Santa Maria in Traspontina. La vita di una comunità carmelitana attraverso le carte d’archivio. Inventario del fondo, a cura di Jacopo De Santis, Roma, Edizioni Carmelitane (Collana Subsidia Archivi Carmelitarum), 2023 (https://edizionicarmelitane.org/it/collections/subsidia-archivi-carmelitarum/products/santa-maria-in-traspontina-la-vita-di-una-comunita-carmelitana-attraverso-le-carte-darchivio) .

Julius Moser (1805-1879): Ragazzo che mangia spaghetti, olio su tela, Roma, XIX secolo


Avvisi

Chiusura natalizia

I nostri istituti saranno chiusi per le festività natalizie nei seguenti giorni:

ven. 19 dicembre 2025 – mar. 6 gennaio 2026.

Cogliamo l’occasione per augurarvi un Buon Natale e Felice anno nuovo!

Immagine tratta da un Messale carmelitano, stampato a Venezia nel 1760

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ABiGOC

Bandi

Assegno di ricerca AGOC – IX edizione

La nona edizione dell’Assegno di ricerca intitolato alla memoria di p. Emanuele Boaga, indetto dall’Archivio generale dell’Ordine carmelitano, è stata vinta dal dottor Filippo Catanese, archivista paleografo e dottore di ricerca in Cultural Heritage Studies.

Filippo svolgerà un progetto di edizione critica intitolato: Le visite della Congregazione Mantovana dell’Ordine Carmelitano tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, incentrato su due registri manoscritti conservati presso il nostro archivio, contenenti i resoconti delle visite effettuate dai priori generali Enrico Silvio (1599) e Girolamo Ari (1660) ai vari conventi della Congregazione Mantovana.

Questo lavoro di ricerca darà ulteriore luce a una delle più importanti riforme dell’Ordine carmelitano, permettendo di mappare le singole case e i frati che vi appartenevano e di conoscerne nel dettaglio l’organizzazione amministrativa, comunitaria e patrimoniale.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al bando e al verbale di assegnazione: https://archivioocarm.com/assegno-di-ricerca-alla-memoria-di-p-emanuele-boaga-nona-edizione-2025/ .


Notizie

Nomina dei nuovi direttori per i nostri istituti

L’Archivio e la Biblioteca generali hanno due nuovi direttori: per l’Archivio padre Giovanni Grosso, ex preside dell’Institutum Carmelitanum e storico della Chiesa, che ha già ricoperto il ruolo di archivista generale nel 2014-2015; e per quanto riguarda la Biblioteca padre Max Agung, proveniente dall’Istituto Carmelitano Indonesiano, nel cui contesto si è dedicato alla ricerca e promozione della spiritualità del Carmelo.

Anche la carica di preside dell’Institutum è stata rinnovata, con la nomina di padre Boby Sebastian Tharakkunnel, specialista in diritto canonico e civile, il quale coordinerà e promuoverà le attività scientifiche per i prossimi sei anni.


Curiosità dell’Archivio

Il frate disegnatore

Oggi vi vogliamo mostrare una particolarità di un nostro manoscritto della sezione Personae, un tempo appartenente alla Biblioteca della Traspontina e contenente il testo della Logica nostri carmelitae Ioannis Baptistae Bacconis antiqui doctoris celeberrimi.

Datato 1646-1647, questo volume porta la firma di fra’ Giovanni Abramo Peri, frate carmelitano e giovane studente del reale convento di Napoli, che lo aveva originariamente in uso. Nel dettaglio raffigurato alla carta 11r, un piccolo disegno riempitivo di sua mano: un agnello stilizzato, accompagnato da un cartiglio con la scritta «Ubi humilitas ibi sapientia» — “Dove c’è umiltà, lì c’è sapienza”.

In tutto il volume compaiono minuti disegni di ogni sorta, al fine di decorare spazi e pagine bianche.

Per leggere la Newsletter online e per iscriversi, si rimanda al seguente indirizzo web: https://www.ocarm.info/cgi-bin/dada/mail.cgi/archive/prayer/20251030134226/

Documenti

Siamo lieti di annunciare che la IX Edizione dell’Assegno di ricerca intitolato alla memoria di p. Emanuele Boaga, indetto dall’Archivio generale dell’Ordine Carmelitano, è stata vinta dal dottor Filippo Catanese, con il progetto di edizione critica intitolato: Le visite della Congregazione Mantovana dell’Ordine Carmelitano tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo.

Questo lavoro di ricerca darà ulteriore luce a una delle più importanti riforme dell’Ordine carmelitano, permettendo di mappare i singoli conventi e frati che vi appartenevano e di conoscerne nel dettaglio l’organizzazione amministrativa, patrimoniale ed economica.

Auguriamo un buon lavoro a Filippo.