ABiGOC

Veranstaltungen

Archivissima 2024

Dal 6 al 9 giugno si svolgeranno in tutta Italia le iniziative culturali dell’evento Archivissima 2024 – Il Festival e la Notte degli Archivi, dedicato al tema #Passioni. Per tale occasione l’Archivio e la Biblioteca generali dei carmelitani hanno organizzato una tavola rotonda dal titolo: «Aut pati aut mori». Die Symbolik des Herzens in der karmelitischen weiblichen Ikonografie.

Insieme a Ruggiero Doronzo, storico dell’arte, e a Charlo Camilleri, teologo spirituale, dialogheremo sulla simbologia del cuore nella mistica carmelitana femminile dell’età moderna (secc. XVI-XVIII), a partire dalla sua rappresentazione nelle incisioni calcografiche custodite presso l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano, con speciale riferimento alle figure di santa Teresa d’Avila, di santa Maria Maddalena De’ Pazzi e della venerabile Rosa Maria Serio.

L’evento si svolgerà il 7 giugno 2024, alle ore 18:30, presso il Centro Internazionale Sant’Alberto, in via Sforza Pallavicini 10, Roma.


Veranstaltungen

Gli incunaboli della Biblioteca Carmelitana

In occasione delle Giornate di Valorizzazione del Patrimonio culturale ecclesiastico, lo scorso 14 maggio 2024, presso la Biblioteca Generale Carmelitana, sono stati esposti al pubblico gli incunaboli facenti parte del fondo antico della stessa Biblioteca.

Col termine incunaboli – ovvero in der Wiege – ci si riferisce ai libri stampati con la tecnica dei caratteri mobili nella seconda metà del XV secolo: a causa dell’antichità e rarità di questa tipologia di libri, il ritrovamento e la conservazione delle quattrocentine può essere considerato un evento davvero importante. Per tale ragione la collezione della Biblioteca Carmelitana rappresenta una grande ricchezza materiale e culturale, da valorizzare e far conoscere.

Durante la serata del 14 maggio la dottoressa Rosa Parlavecchia ha illustrato alcuni esemplari particolarmente interessanti, ripercorrendo la storia del libro antico e dell’origine della stampa, alla presenza di visitatori attenti e incuriositi.

Wir freuen uns, einige Eindrücke des Abends mit Ihnen zu teilen.


Le curiosità dell’Archivio

La caricatura del beato Angelo Paoli

Nella Collezione iconografica dell’Archivio generale dell’Ordine carmelitano si conserva una copia di un disegno caricaturale raffigurante il frate carmelitano Angelo Paoli (1642-1720), il quale fu immortalato davanti al portone del convento romano di San Martino ai Monti, dove era solito distribuire pane ed elemosine ai poveri di Roma. Il Paoli, beatificato nel 2010, era noto per il suo impegno nel sociale, in particolare nell’assistenza agli indigenti e ai malati.

La caricatura, il cui originale è conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, all’interno del Codice Ottoboniano Latino 3113, fu eseguita a inchiostro da Pietro Leone Ghezzi (1674-1755), famoso pittore e caricaturista romano, che ritrasse numerosi personaggi pittoreschi della Roma barocca, trasmettendocene una memoria visiva.


Um den Newsletter online zu lesen und sich anzumelden, verweisen wir auf die folgende Webadresse:

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ABiGOC

Veranstaltungen

Presentazione del libro di Marco Papasidero

Martedì 9 aprile 2024, alle ore 16, presso l’Università di Roma Tre, Dipartimento di Studi Umanistici, sarà presentato il volume Wunder und Wohltaten. Krankheit, Wunderheilung und Frömmigkeit in Licata und Sizilien in der Frühen Neuzeit (Edizioni Carmelitane, 2021), realizzato attraverso ricerche d’archivio.

Dialogheranno con l’autore i professori Paolo Broggio, Maria Chiara Giorda e Carla Noce, dell’Università di Roma Tre. L’evento sarà introdotto da Giovanna Brizi, postulatrice generale dell’Ordine carmelitano.


Bande

Assegno di ricerca AGOC – Ottava edizione (2024)

Come ogni anno, l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano ha indetto una selezione per il conferimento di un assegno di ricerca, intitolato alla memoria di p. Emanuele Boaga, che fu archivista generale dell’Ordine per circa trent’anni.

I progetti devono essere incentrati su ricerche storiche, religiose, filologiche o archivistiche, partendo dall’analisi del patrimonio documentario conservato nel nostro Archivio. L’obiettivo è quello di produrre un elaborato scientifico sulla base degli studi effettuati (articolo, monografia, edizione di fonti, inventariazione ecc.), di cui si valuterà la pubblicazione con Edizioni Carmelitane.

La scadenza per l’invio delle candidature è prevista per il 31 luglio 2024.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al bando: 


Le curiosità dellArchiv

Lettera autografa del Mantovano

Il beato Giovanni Battista Spagnoli, detto il Mantovano (1447-1516), umanista e poeta carmelitano, guidò per un lungo periodo la Riforma Mantovana, divenendo poi, nel 1513, priore generale dell’Ordine. Nella lettera autografa del 28 agosto 1514, che qui vi mostriamo, il Mantovano scriveva a Nicolò Audet (1481-1562), divenuto provinciale di Terra Santa, ordinandogli di recarsi a Cipro, sede della suddetta provincia, per prenderne possesso. L’Audet, infatti, ritardava il proprio trasferimento da Venezia, dove aveva risieduto fino a quel momento. Si tratta di una corrispondenza tra due personalità di spicco della storia carmelitana: un generale in attività, il Mantovano, e un futuro generale, l’Audet, che dieci anni più tardi sarebbe stato eletto anche lui a capo dell’Ordine.

Inoltre la lettera è anche una reliquia, poiché sottoscritta di proprio pugno dal beato Mantovano.

Vista la sua importanza, il documento è stato restaurato nel 2018 dalla dottoressa Eulalia Ramos, che lo ha reso nuovamente leggibile e consultabile.


Hinweise

Chiusura pasquale

I nostri istituti chiuderanno per le festività pasquali nei seguenti giorni:

Generelles Archiv

da martedì 26 marzo a martedì 2 aprile 2024

Allgemeine Karmelitenbibliothek

da martedì 2 aprile a venerdì 5 aprile 2024.

Cogliamo l’occasione per augurarvi una serena Pasqua!


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ABiGOC

Ausschreibung „Studia Carmelitana“ 2023

Forschungsstipendium BiGOC – Erste Ausgabe

Die erste Ausgabe des von der Generalkarmelitenbibliothek ausgeschriebenen Forschungsstipendiums wurde von Frau Dr. Rosa Parlavecchia gewonnen, die eine Studie mit dem Titel durchführen wird Rekonstruktion der Bibliothek der Traspontina anhand der Besitzvermerke auf den Handschriften und alten Büchern der Karmeliten-Generalbibliothek.

Wir hoffen, dass diese Arbeit eine Gelegenheit sein wird, den Reichtum des Büchererbes des Klosters Traspontina wieder ans Licht zu bringen, das einst ein Zentrum der wichtigen karmelitischen Studien und Ausbildung war.

Für weitere Einzelheiten verweisen wir auf die Bekanntmachung und das Protokoll der Vergabe: https://archivioocarm.com/assegno-di-ricerca-bigoc-prima-edizione-2023/


Die Kuriositäten des Archivs

Der Karmeliterlikör

Unter den Schätzen unseres Archivs haben wir das alte Rezept für Geist des Karmels, sowie erdacht von einem gewissen Pater Bernardo, vermutlich gegen Ende des 18. Jahrhunderts. Wir kennen weder den Nachnamen von Pater Bernardo noch das Kloster, dem er angehörte, aber sein Bitterlikör muss sicherlich sehr geschätzt worden sein, wenn seine Rezeptur bis zur Generalatskurie der Karmeliten gelangte.

Um sie reproduzieren zu können, besorgen Sie sich reinen Weingeist, Melissen-, Salbei- und Thymiankraut – mit der Empfehlung, dass diese nicht getrocknet, sondern ganz frisch sein sollten, zur Blütezeit gepflückt –, Orangenschale, Rosmarinknospen, Artischockenaromen, Zimt, Muskatnuss, sowie Koriander-, Anis- und Brennesselsamen. Lassen Sie alles mindestens zwei Tage lang mazerieren, rühren Sie zwischendurch um, destillieren Sie dann und trinken Sie es... aber in Maßen!


Die karmelitischen Publikationen

Giovedì 18 gennaio 2024, presso il Centro Internazionale Sant’Alberto (Roma), è stato presentato il volume Die Tätigkeit von Pater Serafino Maria Potenza (1697-1763) anhand der Archivdokumente, di Simona Durante, pubblicato da Edizioni Carmelitane (vedi ABiGOC20/2023).

Alla presentazione sono intervenuti padre Vincenzo Criscuolo, ofmcap, già relatore generale del Dicastero delle Cause dei Santi, il professor Luca Carboni, dell’Archivio Apostolico Vaticano, e l’autrice. Tra i numerosi partecipanti erano presenti il segretario monsignor Fabio Fabene, il sottosegretario Bogusław Stanisław Turek e altri membri del Dicastero.

Wir freuen uns, einige Eindrücke des Abends mit Ihnen zu teilen.


Um den Newsletter online zu lesen und sich anzumelden, verweisen wir auf die folgende Webadresse:

https://www.ocarm.info/cgi-bin/dada/mail.cgi/archive/prayer/20240125092305/

ABiGOC

BANDO «EMANUELE BOAGA» 2023

Der nach P. Emanuele Boaga benannte Wettbewerb, der in seine siebte Auflage geht, wurde 2017 ins Leben gerufen, um Studien über das Material des Generalaquivs des Karmelitenordens zu fördern. Jedes Jahr werden die eingereichten Projekte von einer internationalen Kommission, die hauptsächlich aus Karmelitenforschern besteht, geprüft.

Dieses Jahr wurde der Preis von Dr. Marek Bebak für ein musikwissenschaftliches Projekt mit dem Titel Die musikalische Kultur der Karmeliter in Europa im 17. und 18. Jahrhundert. Vorläufige Forschungsergebnisse auf der Grundlage der Bestände des Generalarchivs des Karmeliterordens in Rom.

Wir hoffen, dass diese Arbeit einen noch so wenig bekannten Aspekt der Geschichte des Ordens beleuchten kann.

Für weitere Einzelheiten verweisen wir auf die Bekanntmachung und das Protokoll der Vergabe: https://archivioocarm.com/assegno-di-ricerca-alla-memoria-di-p-emanuele-boaga-o-carm-settima-edizione-2023/


Die karmelitischen Publikationen

Interview mit Jacopo De Santi

Anlässlich des Drucks des Bandes Santa Maria in Traspontina. La vita di una comunità carmelitana attraverso le carte d’archivio. Inventario del fondo, veröffentlicht von Edizioni Carmelitane (2023), haben wir den Autor interviewt.

Jacopo De Santis ist Doktor der Geschichte und philosophisch-sozialen Wissenschaften mit Spezialisierung auf Religionsgeschichte; er ist zudem ein diplomierter Archivar.

Jacopo, Ihre Veröffentlichung ist das Ergebnis des Forschungsprojekts, das den dritten durchgeführten Aufruf gewonnen hat’AArchivio: Wie entsteht es?’IchSehr geehrte Dame?

«Während meiner Promotion hatte ich Gelegenheit, das Generalarchiv des Ordens zu besuchen, um meine Forschungen über das religiöse Leben in Rom während der Römischen Republik von 1849 durchzuführen und erfuhr vom Bestand der Kirche und des Klosters Santa Maria in Traspontina. Schon beim Durchsehen einiger Akten erkannte ich sofort, dass es sich um ein außergewöhnliches Dokumentationsgut handelte, das nicht nur für das Studium der Ordensgeschichte, sondern auch für die Erforschung der Religionsgeschichte Roms von äußerst großem Wert war. Die Unterlagen waren jedoch, obwohl geordnet, nicht mit einem Instrument ausgestattet, das die Dokumentation beschreiben und somit die Forscher in den neun Laufmetern und den 182 Archivaleinheiten, aus denen der gesamte Dokumentenbestand besteht, orientieren konnte.

Als ich 2019 beschloss, an der dritten Auflage des Forschungsstipendiums teilzunehmen, das vom Archiv gefördert und zum Gedenken an P. Emanuele Boaga benannt wurde, hatte ich gerade meinen Abschluss in Archivwissenschaft gemacht und den Wunsch, mich mit der Inventarisierung eines Bestands zu befassen, der es mir ermöglichen würde, die theoretischen Kenntnisse der Archivwissenschaft, die ich zunächst an der Universität und dann an der Archivschule des Staatsarchivs von Rom studiert hatte, in die Praxis umzusetzen. Bevor ich das im Ausschreibungsaufruf geforderte Forschungsprojekt einreichte, machte ich mich daher auf den Weg zum Generalkirchenarchiv, um eine Besichtigung durchzuführen, um festzustellen, wie gut ein Inventarisierungsprojekt tatsächlich umsetzbar war und welche Bestände, die im Archiv des Ordens aufbewahrt wurden, am dringendsten beschrieben werden mussten, um deren Konsultation durch Gelehrte zu erleichtern. Bei dieser Gelegenheit, vor allem dank des Austauschs mit dem zuvorkommenden Personal des Archivs, entdeckte ich die Unterlagen der Kirche und des Klosters von Santa Maria in Traspontina wieder und beschloss so, diesen letzteren meinen Forschungsantrag und auch meine erste Erfahrung mit der Beschreibung eines archivischen Bestands zu widmen.»

Wie ist der Band strukturiert?

«Der Band weist die für ein Archivverzeichnis typische Struktur auf, wie sie in den einschlägigen Vorschriften festgelegt ist, und gliedert sich in zwei Teile: einen historischen, eher diskursiven Teil und einen eher technischen Teil, der der Beschreibung des Bestands dient.

Der erste Teil des Inventars besteht aus zwei Einführungen: einer historischen über den Produzenten des Archivs, in diesem Fall die Kirche und das Kloster Santa Maria in Traspontina, die den Zeitraum vom Einzug der Karmeliten im 15. Jahrhundert bis heute abdeckt; die andere Einführung ist archivischer Natur, da sie die Geschichte des Archivs nachzeichnet und die Kriterien darlegt, die meine Deskriptionsarbeit geleitet haben.

Der zweite Teil besteht hingegen in der Beschreibung der fünf Serien und der beiden aggregierten Fonds, aus denen das Archiv der Traspontina besteht. Er ist mit kurzen einleitenden Absätzen für jede Serie versehen und enthält alle Elemente, die für eine erleichterte und fruchtbare Recherche innerhalb des dokumentarischen Komplexes unerlässlich sind. Abgerundet wird der Band durch einige Anhänge: die Vergleichstabelle der alten und neuen Signaturen, die Listen der Prioren, Pfarrer und Kardinäle, die Titelträger von Santa Maria in Traspontina, die konsultierte Bibliographie und Archivquellen sowie schließlich das Personen- und Ortsregister.»

Mit welchen Herausforderungen waren Sie bei der Erstellung des Inventars konfrontiert? Haben Sie uns etwas Interessantes zu berichten?

«Die größten Schwierigkeiten bei der Erstellung des Inventars sind auf den Versuch zurückzuführen, die Bestände des Fonds virtuell zu rekonstruieren, indem auf Fragmente desselben Archivs zurückgegriffen wurde, die in anderen Sammelarchiven aufbewahrt werden, wie dem Staatsarchiv Rom und dem Historischen Archiv des Vikariats. Darüber hinaus erlaubten mir die früheren Ordnungsmaßnahmen des Fonds (sowie die Anwesenheit von zwei zusammengeführten Fonds) nicht immer, die Beständigkeit und Art der Einheiten sofort zu erkennen. Diese Besonderheiten erforderten von meiner Arbeit einen zusätzlichen Aufwand, der darauf abzielte, die logischen Verbindungen zu rekonstruieren, die die Dokumentation gemeinsam haben, ohne die von früheren Ordnern zugewiesene Ordnung zu stören. Darüber hinaus wurde mir im Laufe des Studiums der Akten immer deutlicher, dass unter dem Titel “Santa Maria in Traspontina” verschiedene Institutionen zusammengefasst (und manchmal überlappt) waren (die Ordensgemeinschaft und das Kloster, die Pfarrgemeinde, der Sitz des Generalpriors und der römischen Provinz), fast als ob sie die Existenz dieses besonderen Phänomens in diesem Archiv andeuten würden, das die italienische Archivtheorie als “archivische Viskosität” definiert hat. Abgesehen von den technischen und konzeptionellen Schwierigkeiten, die während der Erstellung des Inventars aufgetreten sind, war das größte Problem jedoch vielleicht die Covid-Pandemie, die uns mitten in der Arbeit alle zu Hause eingesperrt und die Durchführung des Projekts für geraume Zeit unterbrochen hat.»

Für weiterführende Informationen und den Kauf der Publikation verweisen wir auf die Website von Edizioni Carmelitane: www.edizionicarmelitane.org


Die Kuriositäten des Archivs

Die Karmeliter-Schokolade

Unter den kürzlich von Jacopo De Santis inventarisierten Dokumenten von Santa Maria in Traspontina belegen verschiedene Schriften, dass im 18. Jahrhundert im selben römischen Kloster, damals Sitz der Generalatskurie der Karmeliten, Schokoladentafeln hergestellt wurden. Dies bezeugt die in unserem Archiv aufbewahrte Korrespondenz, mit der Mönche aus anderen Klöstern und verschiedene Persönlichkeiten der damaligen Zeit um die Zusendung dieser Köstlichkeit baten.

Insbesondere ersuchte der ehemalige Generalprior der Karmeliten, Luigi Laghi aus der Romagna-Provinz, in einem Briefwechsel von siebzehn Briefen aus dem Jahr 1758, dass ihm eine Charge Schokolade in das Kloster von Forlì geliefert werde. Offenbar war er ein großer Liebhaber davon und berichtete auf komische Weise, dass er sie gewohnheitsmäßig konsumiere, da sie ihm angeblich helfe, seine Kurzatmigkeit und andere Beschwerden zu bekämpfen: «Ich leide jeden Morgen weiterhin unter der gewohnten Enge in der Brust und Atembeschwerden, aber nach dem Genuss von Schokolade, die bei mir einige Blähungen verursacht, fühle ich mich besser» (13. April 1758).

Padre Laghi hatte einen großen Vorrat dieses wundersamen Mittels, wie aus einem anderen seiner Briefe hervorgeht: «Für die Schokolade ist noch Zeit, bis Sie unsere machen, denn ich habe noch für sechs Monate oder länger Vorrat.» (7. September 1758).

Was würde Luigi Laghi heute schreiben? Schade, dass die Karmeliter-Schokolade nicht mehr hergestellt wird!


Um sich für den Newsletter anzumelden, füllen Sie bitte das Formular unter folgender Webadresse aus, wo Sie auch die Ausgabe dieses Monats online lesen können:
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Pillole di codicologia: un  manoscritto miniato dell’Archivio

Aiguani

Oggi vogliamo parlarvi del pregiato apparato ornamentale visibile in un manoscritto membranaceo conservato presso l’Archivio Generale dell’Ordine Carmelitano, con la segnatura II Pers. 27 (2). Il codice, scritto agli inizi del Quattrocento, costituisce il primo di due volumi contenenti il Dictionarium sacrum (lettere A e B nel primo tomo, lettera C nel secondo), composto dal magister e teologo carmelitano Michele Aiguani, altrimenti noto con il nome di Michele da Bologna (1320 ca.-1400).

[Foto 1]

La pagina d’Beginn del testo mostra una preziosa iniziale figurata di colore rosa, su fondo blu filettato a biacca, con il ritratto ieratico dell’autore, in abiti carmelitani, seduto frontalmente su uno scranno. [Foto 2]

Dall’iniziale si diparte un fregio miniato, caratterizzato da eleganti tralci d’acanto policromi, contornati da globetti dorati, che occupa tutti e quattro i margini della pagina. In basso, al di sotto della prima colonna di scrittura, è presente il signum dell’autore con le iniziali del nome (MB), in oro su campo blu; accanto, si intravede la sagoma di un altro stemma, in seguito trasformato nel vessillo dell’Ordine Carmelitano, ma che in origine doveva ospitare il blasone della nobile famiglia genovese dei Cattaneo, costituito da una banda diagonale rossa e due gigli in blu su campo bianco, come si osserva, infatti, nel secondo tomo del dizionario.  [foto 3 e 4]

All’interno del manoscritto ogni lemma relativo alla lettera A (es. Abstondere alla carta 17r) è evidenziato da eleganti iniziali filigranate, alternativamente in inchiostro blu e rosso, e le partizioni testuali sono segnalate da sottili segni di paragrafo, che si avvicendano negli stessi colori delle iniziali. [foto 5]

A completamento dell’apparato decorativo, è visibile, a carta 241r, in corrispondenza dell’inizio della nuova voce del dizionario (lettera B), una iniziale miniata, di colore rosa, su fondo blu filettato a biacca, riempita da motivi vegetali policromi avviluppati tra loro. [foto 6]

Il codice, analogamente ad altri manoscritti che tramandano opere dell’Aiguani, fu commissionato dalla famiglia Cattaneo, legata fin dalle origini alla comunità carmelitana, per poi appartenere, già dal XVI secolo, alla biblioteca di Santa Maria in Traspontina, come si evince dalla nota di possesso presente nel margine superiore della carta incipitaria.

Aus der Teilnahme an Archivissima2023 und der Podiumsdiskussion über “Reiseberichte in den Tagebüchern der Karmeliten im 17. Jahrhundert” entstand die Idee, ein Video zu erstellen und zu teilen, um das Reisetagebuch des Generalpriors Giovanni Antonio Filippini (1651-1653) zu veranschaulichen, das im Generalkapitel des Karmelitenordens aufbewahrt wird. Es handelt sich um ein kleines, handliches Manuskript, das ein lebhaftes Bild des religiösen und sozialen Lebens im Europa der damaligen Zeit wiedergibt, von der italienischen Halbinsel über Deutschland und Frankreich bis hin zu Flandern.

Viel Vergnügen!

Heute freuen wir uns, Ihnen das Buch von Marco Papasidero vorzustellen: Wunder und Wohltaten. Krankheit, Wunderheilung und Frömmigkeit in Licata und Sizilien in der Frühen Neuzeit, veröffentlicht von Edizioni Carmelitane im Jahr 2021. Um dieses Werk näher kennenzulernen, haben wir dem Autor drei Fragen gestellt.

Wir wissen, dass Sie sich mit der Geschichte des Christentums beschäftigen und Ihre Forschung sich insbesondere mit Hagiographie, dem Heiligen- und Reliquienkult befasst. Auch in diesem vorliegenden Band haben Sie diese Themen vertieft: Möchten Sie uns kurz erzählen, worum es dabei geht?

Der Band enthält die kritische Edition des Prozesses in den Landesteilen, der zwischen 1625 und 1627 in Diözesanräumen stattfand, um Zeugnisse über Wunder und Gnaden zu sammeln, die die Bewohner von Licata der Fürsprache des heiligen Engel Karmeliten, Märtyrer, der der hagiographischen Tradition zufolge 1220 starb, zuschrieben. Der Band enthält vor dem kritischen Text eine detaillierte Analyse, die sich vor allem auf kulturelle und soziale Aspekte konzentriert: von den Wundern über Heilpraktiken, durch das Wasser der Quelle, die an der Stelle seines Martyriums entsprang, bis hin zu Reliquien und Prozessionen.

Wie wurde die Textausgabe erstellt und auf welchen Zeugen basierte sie? 

Die kritische Ausgabe basiert auf zwei Zeugen, Kopien der nicht mehr auffindbaren Originale. Die erste Kopie, die als Basistext diente, wird im Generalsekretariat der Karmeliten aufbewahrt und wurde von demselben Notar, der die Originale verfasst hat, nämlich Iacopo Murci, angefertigt. Die zweite Kopie wird hingegen in der Universitätsbibliothek von Cagliari aufbewahrt. Die Ausgabe erfolgte unter konservativer Berücksichtigung des ersten Exemplars, wobei wesentliche Varianten, die in geringer Zahl im zweiten Exemplar vorhanden sind, berücksichtigt wurden. Der Text enthält einige lateinische Passagen sowie Aussagen in italienischer und sizilianischer Sprache, die nahezu die lebendige Stimme der Zeugen wiedergeben.

Welche Kuriositäten oder ungewöhnlichen Aspekte der Akten über die Wunder des Heiligen Angelo haben Sie am meisten beeindruckt?

Die Akten dieser Untersuchung sind, wie erwähnt, sehr reichhaltig an Informationen. Zu den interessantesten Aspekten gehören die sozialen, historisch-medizinischen und historisch-kulturellen. Der Text beschreibt beispielsweise die Prozession mit den Reliquien, die anlässlich des Maifestes stattfand, aber auch die Hingabe der Einwohner von Licata, Steine für die Erweiterung der Kirche zu tragen, nach der Pest im Jahr 1625, deren Ende der Fürsprache des Heiligen zugeschrieben wurde. Ein Detail, das wir als kurios bezeichnen könnten, ist das eines Mannes aus der Gegend, Antonino Morinello, dessen Spitzname auch angeführt wird, “Peduzzo”, der ihm wegen der Tatsache zugeschrieben wurde, dass er «lahm ging und mit einem solchen Mangel geboren wurde». Abgesehen von der Begebenheit der Heilung, die ohnehin interessant ist, besticht die Wiedergabe einer sozialen Realität, in der der Spitzname seine ganze ausdrucksstarke und beschreibende Kraft behielt – und teilweise immer noch behält. Eine weitere Kuriosität stellt die Erzählung eines versuchten Femizids dar, der von mehreren Zeugen und der Betroffenen selbst, Antoninella Caruso, geschildert wird. Eine Frau, die auf dem Weg zur Kirche war, um die für das Maifest ausgestellte Urne mit den Reliquien zu verehren, wurde von einem Mann angegriffen, der versuchte, sie zu töten, da er sie, wie die Zeugen sagen, mit seiner Frau verwechselt hatte.

Anlässlich von Archivissima 2023, dem 9. Juni, Im Archiv und der Generalbibliothek des Karmeliterordens werden einige Beispiele von Reiseberichten vorgestellt, deren Ausgaben auf den im Archiv aufbewahrten Handschriften basieren.

Runder Tisch

Die Reiseberichte in den Tagebüchern der Karmeliten des 17. Jahrhunderts

Es sprechen:

Flavia Di Giampaolo (Carmelitanisches Institut), Das Tagebuch von Giovanni Antonio Filippini

Cristiano Garcia Dias Barbosa (Provinz Pernambuco), Das römische Tagebuch von Ludovico Perez

Glen Attard (Universität Malta), Die Reise des Kreuzes von Jan Pascha

Moderator

Sara Bischetti (Allgemeine Bibliothek der Karmeliten)

18:30 Uhr, c/o Internationales Zentrum Sant'Alberto, Via Sforza Pallavicini 10, Rom

Für Informationen: archivio@ocarm.org

Die Carmelitanischen Verlage haben vor kurzem das Buch von Ruggiero Doronzo veröffentlicht: Karminische Frauenikonographie in den Kupferstichen des Generalaquivs des Karmeliterordens in Rom im 17. und 18. Jahrhundert. Um diese Arbeit besser kennenzulernen, stellten wir dem Autor drei Fragen.

Wir wissen, dass Sie sich mit der apulischen Kunstgeschichte befassen und dass Sie an der Universität Bari einen Kurs zu diesem Thema gehalten und mehrere Publikationen veröffentlicht haben. Essays und Monographien über Malerei und Skulptur Süditaliens in der Neuzeit. Wie ist die Idee zu diesem Band über die karmelitische Ikonographie entstanden?

Dieses Buch ist das Ergebnis einer Untersuchung im Auftrag des Generalarchivs der Karmeliten mit dem Titel: Stecher und Maler für die Madonna vom Berge Karmel, Heilige und Ehrwürdige des Karmelitenordens. Der Fall von Ordensschwester Isabella Piccini, Sebastiano Conca und anderen Künstlern, die zwischen der zweiten Hälfte des 17. und dem Beginn des 18. Jahrhunderts tätig waren. Obwohl die Studie ursprünglich nur Exemplare umfassen sollte, die von wenigen künstlerischen Persönlichkeiten graviert wurden, wurden im Laufe der Forschung fortlaufend neue Entdeckungen gemacht, von denen einige scheinbar unbedeutend, andere jedoch außergewöhnlich wichtig waren. Dies bot die Möglichkeit, die ikonografische und ikonologische Analyse auf alle Gravuren auszuweiten, die weibliche Motive des Karmeliterordens darstellen. 

Das Buch, das wir in Händen halten, ist ein regelrechter Katalog. Wie haben Sie es konzipiert?

Per agevolare la consultazione del lavoro, il criterio adoperato nell’impostazione del volume tiene conto del soggetto e della cronologia della stampa. Si tratta di stampe di traduzione o gemäßs, die auf einem Ausgangsmodell, das fast immer ein Gemälde war, und auf ausschließlich von Zeichnungen abgeleiteten Reproduktionsdrucken basierten. Bei der Anbringung der Signaturen am unteren Rand des Drucks wurde die des Erfinders links, gemäß einer hierarchischen Ordnung und in einer besseren Position, während die Signatur des Stechers rechts angebracht wurde. Die Begriffe gemalt vonerfand e zeichnete damit kennzeichnen sie den Urheber des Originals und den geistigen und kreativen Verantwortlichen des dargestellten Subjekts, während Fazit e gefertigt si riferiscono all’incisore. Di ogni incisione, infatti, vengono indicati il nome del disegnatore o del pittore, quello del bulinista, il soggetto, la tecnica, le misure, eventuali iscrizioni, il numero attuale di inventario e la bibliografia di riferimento, se è già edita. Segue l’esame iconografico e iconologico dell’immagine e si è creduto opportuno stilare anche un profilo biografico del disegnatore e del bulinista, il loro ambito di riferimento, nonché offrire alcune indicazioni sul committente là dove sia segnalato.

Die dargestellten Personen sind die Madonna del Carmine, die großen Heiligen Teresa von Ávila und Maria Magdalena von Pazzi sowie dreiundzwanzig Selige und Ehrwürdige. Welche Künstler und Kupferstiche haben Sie am meisten beeindruckt?

Die philologische Analyse ergibt, dass die Drucke von Kupferstechern ausgeführt wurden, die in Italien, Flandern, Spanien, Bayern und Polen tätig waren. Hinzu kommen einige, die von Autoren signiert sind, welche den großen Verzeichnissen entgehen, oder andere anonyme, die interessante Fragen sowohl zur Identifizierung als auch zur Einordnung in die Geschichte des Kupferstichs aufwerfen. Besonders beeindruckt haben mich diejenigen, für deren Ausgangsmodell ich Spuren finden konnte, wie zum Beispiel bei einem Stich von Leonardo Germo, der die Karmeliter-Madonna darstellt, die dem Antonius von Chiavassa erscheint, oder bei dem von Gaetano Bianchi, der ein Gemälde der Madonna reproduziert, das im Heiligtum der Madonna delle Grazie in Colletto bei Pinerolo aufbewahrt wird. Schließlich finde ich die Stiche von Abraham van Diepenbeeck, einem flämischen Künstler, der in der Lage ist, theologische und marianische Botschaften durch Bilder zu vermitteln, die mit akribischer grafischer Fertigkeit gezeichnet wurden, von großer Schönheit.